Qualche anno fa sono stato per lavoro ad una conferenza di uno di questi guru americani, autori di bestsellers su come raggiungere l'illuminazione e la felicità. Premetto che non mi piacciono questi personaggi, che, di solito, fanno leva delle debolezze altrui per fare tanti soldi; ma la frase di apertura sul convegno mi colpì; secondo lui l'Italia sarà protagonista di un nuovo rinascimento culturale ed economico. In un primo momento pensai all'opinione stereotipata sull'Italia tipica degli americani; la Gioconda, l'arte, pizza e mandulino, ma negli anni in fondo a questa frase, usata per rompere il ghiaccio in un piccolo convegno, ho iniziao veramente a crederci.
In un certo senso credo che l'Italia, oltre ad avere enormi difetti, ha anche delle qualità non riscontrabili altrove; forse la migliore di queste è la capacità di cavarsela in siutazioni veramente difficili, l'arte dell'arrangiarsi, l'ingegno stuzzicato dal misurarsi con una sfida. E qui, finalmente, arriviamo alla pulciosa politica italiana.
Per affrontare problemi nuovi, occorrono giocoforza idee nuove, ma quello che ho visto in questi ultimi 23 anni è un susseguirssi di personaggi dalle idee ammuffite sul futuro, l'immagine di un mondo di plastica. Mi spiego meglio; per esempio Berlusconi è rimasto ancorato a problematiche tipiche degli anni 80 e la sua idea di futuro si ferma lì, agli anni d'oro della Milano da bere e degli yuppies, i giovani di successo col doppiopetto e il cellulare mattone della motorola, Prodi non è stato meglio, puntava sul carbone come fonte di approvvigionamento energetico, perchè conveniva, secondo lui, a livello economico. Questi sono solo due esempi, ma ne potrei fare tantissimi. Col senno di poi, se nel 1994 l'Italia avesse iniziato a puntare seriamente risorse e mezzi su una trasformazione energetica innovativa dove saremmo adesso? Magari oltre a risolvere i nostri problemi energetici forse avremmo potuto esportare tecnologie nuove, frutto di un sapiente lavoro di ricerca, oltre che energia; invece con le politiche miopi siamo nella condizione opposta; paghiamo a caro prezzo vecchie tecnologie e risorse altrui.
Non voglio pensare che le politiche di questi anni siano state messe in opera solo per la convenienza di alcune lobbies, forse è così, ma non voglio prendere in considerazione questa ipotesi.
In questi giorni si fa un gran parlare del movimento di Grillo, soprattutto in relazione alla struttura gerarchica tipica dei partiti personalistici italiani. A Grillo e al movimento 5 stelle si muove la critica di aver copiato la struttura dei partiti più odiati oggi, dove uno solo in fondo decide, e non gli si perdona l'incoerenza con gli ideali iniziali del movimento, riassunti dallo slogan "ognuno vale uno". Ma quello di cui non si parla sono le idee, è la visione del futuro, quella che in troppi anni è mancata a questo paese.
Personalmente non so se il movimento rappresenti veramente una via d'uscita da questa situazione di imapasse, ma devo ammettere che sicuramente rappresenta una nuova visione del futuro, fatta di scelte sensate, almeno sulla carta.
Ma quello che credo sia la vera sfida e la cosa più difficile sia l'abbandono, da parte degli italiani, della consuetidine di disinteressarsi alla cosa pubblica, occorre smettere di pensare che ci possa essere un singolo che risolve tutti i problemi.
Perchè l'Italia finalmente entri in un nuovo rinascimento occorre che ognuno di noi, nel suo piccolo, prenda coscenza e cambi parte delle sue abitudini sbagliate, che faccia piccole scelte quotidiane basate sulla consapevolezza che ogni piccola scelta può condizionare il futuro di questo paese.
Parlo di piccole cose, dalla scelta di quello che si acquista, all'attenzione nel consumo di acqua o energia. Gli italiani siamo noi, lo "Stato" siamo noi ogni volta che facciamo qualcosa, che operiamo una scelta. La politica non può fare altro che seguire le scelte che fanno i cittadini, anche la politica marcia del marketing perderebbe potere davanti a cittadini consapevoli.
SENZAZIONE
...naufraghi alla deriva della Rete
24 aprile 2012
12 giugno 2011
Visioni contrastanti di come si immagina il mondo di domani - Referendum 12 e 13 giugno 2011
Il motivo per cui non ho mai amato il berlusconismo, sin dal suo esordio, è la sua dissonante visione del mondo rispetto alla mia. Ovviamente parlo per me, c'è chi invece trova i modelli di questo sitema sociale, che caratterizza parte dell'Italia da quasi 20 anni, vantaggiosi e comodi.
Non bisogna fare l'errore di credere che questi modelli siano appannaggio solo dell'Italia, il sistema è presente in moltissimi altri paesi, con nomi diversi, ma stessi funzionamenti; crisi economica, anni di lacrime per una sempre più larga fetta di popolazione, potere tracotante di un'elite privilegiata, di una sempre più sottile fetta del paese, che tende a perdere il contatto con la realtà, nonostante i potenti mezzi.
Insomma, ma al di là di tutte le riviste patinate, dello stile arroccato agli anni '80, del modello di liberismo sfrenato, che fa la fortuna delle mafie, e che ha fallito clamorosamente tutti i suoi obbiettivi di crescita economica e felicità, come lo vedono il mondo questi signori? Come lo vedono il mio domani?
Forse ancorato davanti alla tv? Ad ascoltare tutta la solfa? Tutto ciò che mi volete dire io lo ascolto? Lo imito? Lo emulo?
Oppure come ad Agrigento, dove l'acqua è già privata e nonostante i cittadini paghino bollette astronomiche l'acqua che arriva nei loro rubinetti è poca, razionata e costosissima, alla faccia dell'ottimizzazione. E se a l'Aquila ci fosse stata una centrale nucleare, adesso come staremmo noi?
La speranza è che questi referendum abrogativi spazzino via questa obsoleta visione del mondo berlusconista, questo mondo di plastica e cemento anni '80, della richezza sfrenata dei potenti contro la povertà crescente della maggior parte dei cittadini. Dell'ignoranza, intesa non come ignorare qualcora, ma come rozzezza, di chi immagina e trova le soluzioni peggiori in controtendenza rispetto alle possibilità che si danno gli altri paesi. Penso alla scuola pubblica, per la crisi economica in Italia è affogata da rozzi tagli e in Finlandia sempre a causa della crisi, potenziata come investimento sicuro per il futuro. Penso al Cinema ed alla Cultura trattati come parassiti da chi ne ignora l'importanza strategica. Penso all'ambiente ed alla Natura in mano a squallidi affaristi senza un minimo di sensibilità verso la Vita e alle ecomafie, che dove vedono un prato immaginano solo squallide palazzine di edilizia popolare e un mucchio di "grana" come amano chiamarla loro, da mettere in tasca.
Il mondo che immaginano questi politicanti che governano, gestiscono e fanno man bassa di questo paese, non è il mondo che immagino per il mio futuro e per quello dei miei figli. Ecco perchè questi si sono importanti, ecco perchè li ho scritti con forza e convinzione sulle schede del referendum.
Il futuro inizia proprio da un si!
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16 aprile 2011
Arrigoni, eroe precario.
In queste situazioni la logica vorrebbe che ci si ponga una domanda: come è possibile morire per mano di un popolo che si è cercato di salvare? Come è possibile morire per mano palestinese?
Effettivamente questa è la domanda che si son poste le Ong italiane che operano in Palestina. Domanda dettata più che altro dall' incredulità, per un fatto tanto efferato, quanto incomprensibile.
L'uomo dalle braccia forti, quello che andava coi contadini e i pescatori a protestare col rischio di beccarsi una pallottola israeliana. Come è possibile che una persona che si spendeva così coraggiosamente, con questa passione, un uomo di pace tra la gente, sia stato ucciso?
Ricorda una storia di tanti anni fa, che pian piano è diventata un mito, un culto, una religione. Un uomo di pace martire per mano del popolo che più ha aiutato in vita. Una storia accaduta duemila anni fa e che ha per simbolo la croce. In un mondo sempre più violento e impazzito, parlare d'Amore può essere molto pericoloso, perchè impaurisce le menti che non hanno più speranze e che, ogni giorno, si nutrono di orrore e odio, vivendo in una terra contesa con un esercito straniero, dove è impossibile uscire da una spirale che cresce e nutre se stessa.
Il messaggio nascosto tra le righe di queste storie è quello che più frequentemente ha caratterizzato i discorsi degli uomini di pace: l'urgenza assoluta di Amore! Urge che essere "umani" abbia per significato, chiaro ed univoco, la capacità e la sensibilità di risolvere tutto senza la violenza, e anche nelle peggiori situazioni bisogna "restare umani", avere la capacità del perdono e dell'amore.
Non bisogna dimenticare che non è mai un popolo ad uccidere qualcuno, non è una responsabilità collettiva, la colpa è di singoli uomini con la mente accecata dall'odio e dal rancore.
Arrigoni fino a pochi giorni fa era un ragazzo italiano di oggi, precario e determinato a dare il meglio di se, che aiutava persone in difficoltà lontano da casa, anche raccontando nel suo blog quello che viveva nella striscia di Gaza. Adesso è a buon merito un eroe perchè il suo messaggio, il suo esempio andranno, si spera per il bene dell'umanità, molto lontano.
Dal suo blog in merito alle recenti violenze a Gaza: "Se il mondo "civile" tace e volta ignobilmente le spalle dinnanzi a questa tragedia, noi che ci consideriamo ancora umani, membri di una sola stessa famiglia che è l'umanità intera, faremo di tutto per fermare questa emorragia, occorre far presto,
è un'emergenza."
10 aprile 2011
Beniamino, il mio amico ficus.
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| Beniamino |
Lo vedo lì stordito dal caldo, un pò piegato sul suo vaso con alcune foglie verdi ancora vive, ma tutte piegate da un lato.
Mi avvicino e scopro che è leggermente sradicato, evidentemente è stato trasportato qui senza nessuna cura. Gettato sul selciato rovente col suo vaso.
La pianta è alta più di me, forse i ramoscelli più alti superano i due metri.
Lo carico sulla canna della bici e affronto a piedi, usando tutto il mio senso di equilibrio, il tratto di strada che mi separa da casa; circa un paio di chilometri per attraversare un ponte sul fiume e un piccolo parco alberato.
Lungo il tragitto sudo, la gente mi guarda un pò perplessa, ma benevola. La presenza della pianta incuriosisce e tranquillizza allo stesso tempo.
Arrivo finalmente allo studio, accaldato. Pulisco gli 8 mq di giardino dai resti delle fitolacca, la cui parte aerea annuale raggiunge i due metri di altezza e rinasce ogni anno, e scavo una buca con un rastrello a mo di pala.
Svaso con delicatezza il ficus e lo faccio scivolare nella buca. Facendolo un rametto del ficus, mi penetra nel canale auricolare destro toccando il timpano. Ironia della sorte, ti salvo e tu cerchi di perforarmi un timpano? Cazzo!
Mi viene voglia di lascare tutto così e tornare al mio lavoro, che mi stava aspettando.
Ma poi penso che sia giusto finire ciò che si è iniziato e allora di lena finisco.
Il ficus è adesso piantato in un piccolo spazio di terra, forse troppo piccolo, ma libero. Le sue radici possono scendere in profondità. I ficus benjamin possono essere alberi maestosi e bellissimi, e questo in fondo è il primo albero che pianto nella mia vita.
Forza ficus, voglio vederti grande!
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Biofilia
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30 marzo 2011
Sogno Giappolibico di una notte di inizio primavera
28 marzo 2011
Lampedusa - ItaliaA Lampedusa arrivano 2 traghetti presi a nolo da vari cittadini di tutta Italia, pieni di generi alimentari e di musicisti e cantastorie che cercano di allietare il clima nell'isola e organizzano una sagra a traghetto, distribuiscono generi alimentari e di prima necessità, altri arrivano con tende, offerte da multinazionali del settore e bagni e docce mobili.
I Lampedusani di "Alternativa giovane" che avevano cucinato cous cous, organizzano un "festival dell'accoglienza" che diventerà famoso nel mondo e Lamepdusa sarà eletta meta dell'accoglienza internazionale attirando un turismo sano e abbondante per i prossimi cinquant'anni.
Un'esempio perfetto della celebre accoglienza italiana e del fulmineo guizzo d'ingegno che ci rende orgogliosi fratelli d'Italia. L'Italia della buona volontà che assorbe l'urto della crisi internazionale del Mediterraneo nel modo più felice possibile, dando accoglienza e creando delle opportunità per tutti.
Gli immigrati, scappati da paesi in guerra, scappati dalla morte o dalla fame trovano una nuova vita in Italia e gli italiani che hanno visto l'economia crescere, i loro salari rimanere competitivi e le imprese avanzare e creare nuove opportunità non si sono fatti scoraggiare dalle paure e hanno accolto le genti in fuga a braccia aperte.
Fukushima - Giappone
Grande compostezza della popolazione Giapponese, che col dolore del lutto sta ricostruendo il paese in tempi da record. Cosa sarebbe successo se la centrale Eolica di Fukushima, la prima centrale eolica mai costruita, fosse stata invece una centrale nucleare? Gli esperti dichiarano che sarebbe potuto essere il più grave incidente nucleare della storia. Per fortuna il Giappone ha scelto di percorrere vie alternative al nucleare ormai da un trentennio e quella di Fukushima fu destinata ad essere una centrale eolica, anzichè nucleare; la prima di una lunga serie.
Nonostante il razionamento dell'energia e le difficoltà della ricostruzione si è deciso di smantellare la centrale eolica di Fukushima e al suo posto inaugurare un parco naturale marino per la difesa delle balene e dei delfini. L'energia prodotta da quell'unica enorme centrale sarà sostituita da milioni di microgeneratori eolici/fotovoltaici che doteranno ogni edificio ricostruito rendendone attivo il bilancio energetico.
Qualche tempo più tardi...
Roma - Italia
La soluzione della crisi del Mediterraneo è vicina grazie agli sforzi dell'Italia e dei suoi giovani e coraggiosi politici che hanno dimostrato una grande lungimiranza. Plauso dell'Europa che premia ancora una volta l'Italia, capace di un vero e proprio nuovo rinascimento culturale ed economico.L'Italia ha dimostrato un grande equilibrio e tempismo in questa crisi Libica e del Mediterraneo, trovando soluzioni pacifiche e condivise da tutti, anche dall'Onu. "Il prezioso esempio di umanità e di senso cristiano della solidarietà è edificante, dovremmo tutti prendere esempio dai nostri amici italiani!" ha dichiarato Obama in conferenza stampa. Lampedusa è uscita dalla crisi in modo inaspettato, scoprendosi i migliori ospiti del mondo i cittadini dell'isola, sono richiesti dappertutto per tenere corsi e conferenze profumatamente retribuite e l'isola inizia ad essere meta di un turismo curioso e responsabile, adesso Lampedura ha anche una piccola struttura sanitaria all'avanguardia mondiale. L'Italia è riuscita a far fronte a un problema così grande agendo unita. Da nord a sud tutti i comuni hanno accolto popolazioni bisognose con spirito di fratellanza e non è stato necessario nemmeno chiedere aiuto all'Europa. Le varie nazioni Europee hanno aumentato la richiesta di tecnologie verdi, settore in cui l'Italia eccelle essendo il primo stato che ha raggiunto il 500% del proprio fabbisogno da fonti rinnovabili ed ecologiche. Il settore dell'edilizia è all'avanguardia sia legislativa che operativa per la costruzione di edifici energeticamente attivi. Un paese dove l'intero parco auto circolante è elettrico e i costi di ricarica degli autoveicoli sono gratuiti.
Tokyo - Giappone
La fioritura dei ciliegi dona speranza ai giapponesi, e anche i mercati azionari rispondono bene a quest'inizio primavera. Quest'anno i festeggiamenti per l'inizio della primavera hanno fatto il pieno di partecipazioni ovunque.
Il mondo è sano! Siamo all'alba di una società ideale, un'intera umanità in equilibrio con il pianeta Terra.
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16 marzo 2011
Addio Coguaro, ufficialmente estinto.
Dal 1973, lo Us Fish & Wildlife Service ha dichiarato il Coguaro dell'est, chiamato anche gatto fantasma, una specie in via d'estinzione. Non si riusciva più ad avvistarlo in natura dal 1938 anno in cui in Quebec ne fu catturato un esemplare. Inoltre non si riusciva più nemmeno a trovare le sue tracce in natura. Il 2 marzo di quest'anno l'ente americano ha dichiarato il coguaro dell'est ufficialmente estinto. Personalmente sapere che un animale nobile e bellissimo come questo gattone schivo e silenzioso non esista più sulla faccia di questa terra mi riempie di una grande tristezza. Non è un singolo animale ad essere andato via, ma un intera specie, una forma di vita evoluta, intelligente e senziente non esite più, non esisterà mai più. Certo si può benissimo argomentare che ciò rientra nella "legge dell'evoluzione" quelli che non si adattano non ce la fanno e si estinguono, ma nella scomparsa del felino più grande del nord america la natura c'entra davvero poco. All'epoca dei coloni europei il coguaro era diffusissimo e in poco più di tre secoli è stato stroncato dalla stessa ignoranza e rapacità che ha decimato lupi e bisonti. Ma questa brutta notizia non è la sola. Secondo uno studio condotto dalla UC Berkeley da Anthony Barnosky e colleghi, pubblicato nel 2009 sulla rivista Nature, ci sono segnali che stiamo per entrare nella sesta grande estinzione di massa delle specie di questo pianeta
Negli ultimi 540 milioni di anni ci sono state 5 grandi estinzioni di massa:
Queste cinque grandi estinzioni non sono state causate ovviamente da influenze umane, ma gli autori dello studio hanno scoperto che, nel corso degli ultimi mille anni, il tasso medio di estinzione è stato di dieci volte maggiore del tasso di estinzione naturale notato dai reperti fossili, e recentemente ha raggiunto livelli quasi 400 volte più veloci rispetto al tasso medio di estinzione naturale. Secondo loro le estinzioni degli ultimi 500 anni si sono verificate almeno alla stessa velocità delle estinzioni che hanno scatenato i Big Five. Se questo trend dovesse perdurare e tutte le specie oggi dichiarate a rischio dovessero estinguersi assisteremmo alla sesta grande estinzione di massa nel giro di 300 anni; i nostri pronipoti e i loro figli non vedranno mai molte delle specie che oggi abitano questo pianeta insieme a noi e la colpa sarà prevalentemente nostra. Non è ancora tutto perduto, c'è ancora lo spazio di manovra per invertire la rotta, basta - e non è affatto facile - fare la pace con il nostro pianeta, la nostra grande madre Gaia che ci ha dato la vita e ci ospita. Credo che questa non sia affatto un'utopia, ed in fondo ha molto a che fare con la ricerca della felicità, con la ricerca della vita in quel giardino primario in armonia con tutte le cose che la religione chiama Eden.
Negli ultimi 540 milioni di anni ci sono state 5 grandi estinzioni di massa:
- Ordoviciano (443 milioni di anni fa, l’86% di specie estinte);
- Devoniano (359 milioni di anni fa, il 75% di specie estinte);
- Permiano (251 milioni di anni fa, il 96% di specie estinte);
- Triassico (200 milioni di anni fa, l’80% di specie estinte);
- Cretaceo (65 milioni di anni fa, il 76% di specie estinte).
Queste cinque grandi estinzioni non sono state causate ovviamente da influenze umane, ma gli autori dello studio hanno scoperto che, nel corso degli ultimi mille anni, il tasso medio di estinzione è stato di dieci volte maggiore del tasso di estinzione naturale notato dai reperti fossili, e recentemente ha raggiunto livelli quasi 400 volte più veloci rispetto al tasso medio di estinzione naturale. Secondo loro le estinzioni degli ultimi 500 anni si sono verificate almeno alla stessa velocità delle estinzioni che hanno scatenato i Big Five. Se questo trend dovesse perdurare e tutte le specie oggi dichiarate a rischio dovessero estinguersi assisteremmo alla sesta grande estinzione di massa nel giro di 300 anni; i nostri pronipoti e i loro figli non vedranno mai molte delle specie che oggi abitano questo pianeta insieme a noi e la colpa sarà prevalentemente nostra. Non è ancora tutto perduto, c'è ancora lo spazio di manovra per invertire la rotta, basta - e non è affatto facile - fare la pace con il nostro pianeta, la nostra grande madre Gaia che ci ha dato la vita e ci ospita. Credo che questa non sia affatto un'utopia, ed in fondo ha molto a che fare con la ricerca della felicità, con la ricerca della vita in quel giardino primario in armonia con tutte le cose che la religione chiama Eden.
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23 febbraio 2011
La miccia - la rivoluzione degli onesti
Tunisi, Cairo, Tripoli. La primavera del popolo, iniziata con la rivoluzione dei gelsomini tunisina sull'altra sponda del mediterraneo ha assunto i contorni di una rivoluzione travolgente che non può essere fermata nemmeno con i caccia bombardieri lanciati sulla folla inerme. Ma questa scossa tellurica civile in nome della libertà e della giustizia sociale, che mescola nuove forme di comunicazione libera, i social network, alla fine della tolleranza verso lo sfruttamento dei nuovi ceti dirigenziali/aristocratici corrotti e privi di qualsiasi senso dell'onore e della nobiltà che almeno in apparenza dovevano avere le antiche aristocrazie, rischia di non fermarsi, di essere solo l'inizio di qualcosa di grosso, di veramente grosso, capace di sconvolgere la situazione geopolitica non solo del Mediteraneo, ma dell'intero globo.
E' singolare che le rivendicazioni dei popoli in rivolta spaventino non poco i tiranni e i regimi di tutto il mondo. In Cina la rivoluzione dei gelsomini rischiava di svegliare la voglia di democrazia tanto che il governo ha deciso di oscurare le notizie in arrivo dal Magreb. Le preoccupazioni per le contaminazioni che il vento sospinge in tutto il mondo fanno tremare la Mauritania, lo Yemen, la Siria, l'Iran e l'Europa.
La violenza cieca del regime libico è una dimostrazione della paura da parte del tiranno.
Ma cosa stà avvenendo realmente in questi giorni in tutto il Magreb, nella penisola arabica e nel Medio Oriente e non solo?
Questa rivoluzione è profondamente diversa da quelle che il mondo arabo ha visto decenni fa, quelle che hanno portato al potere tiranni spalleggiati da autorità religiose fondamentaliste. Sistemi profondamente corrotti che hanno visto sempre più la contrapposizione tra pochi ricchi e potenti e il popolo sfruttato e privato del futuro. La scintilla che ha fatto deflagrare la rivoluzione ne è proprio una dimostrazione lampante; un giovane laureato di 26 anni che non ha più speranze nel futuro, che ha provato di tutto pur di farcela, anche fare un lavoro molto più umile di quello che i lunghi anni di studio avrebbero dovuto garantirgli, sopraffatto nel vedere che le solite cricche composte dai potenti e dai loro lacchè arraffano senza pietà tutte le risorse del paese, decide di darsi fuoco, di farla finita con un gesto eclatante. Questo "casus belli" ha risvegliato le coscenze di una generazione giovane e culturalmente attiva, capace di senso critico che rivendica il diritto di avere un futuro, di avere opportunità non strozzate da una classe dirigente arrogante, incapace e arraffona che si macchia costantemente di ingiustizie e parassitismo.
Il quadro che ne emerge è la forte contrapposizione tra pochi ricchi corrotti che hanno acquisito il potere e non sono per nulla intenzionati a mollarlo, mantenendolo con ogni mezzo lecito o illecito, tuffaldino e violento pur di continuare a fare i nabbabbi e la grande massa di persone che fortunatamente in nord africa non sono telelobotomizzate e hanno reagito in modo esplosivo ed eroico.
La vera domanda a questo punto è: ma la situazione in Italia e davvero così lontana dal regime di Mubarak (tanto invidiato dal nostro cavalier pompetta) o da quello tunisino di Ben Ali con i suoi quindicimila lacchè che occupano tutti i posti ben remunerati e arraffano tutte le risorse del paese sulle spalle di chi lavora onestamente dalla mattina alla sera?
La risposta non è così semplice, speriamo solo di non arrivare a provare la fame vedendo megayatch e megasuv sfilare davanti ai nostri occhi mentre siamo in coda per comprare il pane con i pochi spiccioli rimasti.
Speriamo di poter risolvere il problema della corruzione e del parassitismo diffuso della classe dirigente italiana senza arrivare a dover fare una rivoluzione come quella libica inondata di sangue e di morte.
Svegliamoci prima, affiniamo la capacità di guardare alla nostra realtà politica con senso critico e oggettività e quando siamo nella cabina elettorale smettiamola di votare con la pancia, ma votiamo con la testa. La miccia è accesa.
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02 gennaio 2011
Italia vip e Italia pop
Devo dirlo sinceramente, il made in Italy esclusivo fatto in cina o in polonia, il polo della moda, del lusso italiano rappresentato da vecchi incartapecoriti egocentrici e coi volti implasticati a testimonianza della falsità interiore mi ha stancato, mi ha sdingato, mi ha riempito come un siringone di melassa botulinica venefica. Chiarisco subito, non sono anti-italiano, anzi!
Occorrerebbe capire dove è finita quest'Italia; dov'è andata l'Italia dell'ingegno unito alla creatività funzionale e artigianale, l'Italia dei sorrisi semplici davanti ad un bicchiere di buon vino in una trattoria di campagna, l'Italia della gente, dov'è?
La notizia, fresca fresca di anno nuovo, di una 600 speronata da una Ferrari sul GRA romano mi sembra una bellissima metafora del modo in cui l'Italia e il suo ingegno si sono strasformati.Un banale diverbio stradale, una Ferrari che scalpita dietro una sfigata 600 che non la fa sorpassare, che onta! Che affronto!
C'è l'Italia low-cost e l'Italia top-vip-power in quel tratto di strada vicino all'uscita 28 del grande raccordo anulare.
Alla fine, stanchi di avere quel catorcio su ruote, quella cuccia di cane a motore, quella fialetta puzzolente con la marmitta, davanti alla loro vip-Ferrari-club-car i due Italiani vip hanno deciso di speronarla, bloccarla, scendere dalla loro vip-car e spaccare i vetri e la faccia di quello sgorbio che ha osato affrontarli.
Ebbene, all'intervento dei Carabinieri, si scopre che i due vip sono pregiudicati e che nella loro vip car c'erano 27.500 euro in contanti (superiore allo stipendio medio in un anno in Italia) frutto di non si sa cosa e prontamente sequestrati.
Nell'Italia dove quasi metà della ricchezza è in mano al 10% delle famiglie, dove ci sono lobbies potenti ed egoiste che farebbero di tutto pur di aumentare il profitto, dove Marchionne si batte per togliere ai lavoratori i diritti acquisiti dai loro padri in decenni di lotte, dove Montezemolo, vanitosa immagine del power-vip-italy, minaccia anche lui di "scendere in campo" come ha fatto un altro ricco imprenditore - invece di servire il paese, si fa una bella partita di calcetto domenicale - le divisioni nella società tra pochi ricchi e tanti poveri si delineano con contorni netti.
Il profilo cattivo, rapace della 458Italia è una perfetta rappresentazione di come è diventata quest'Italia dei ricchi, dei Marchionne, delle mafie con la più alta liquidità e il più importante potere d'acquisto al mondo, dei pregiudicati privilegiati che infestano il paese a cominciare dal parlamento, che siedono su bolidi di lusso e schiacciano e arrotano chiunque gli si pari davanti.
Fortunatamente non tutto è perduto, l'Italia è in grado di farcela nonostante i rapaci. Secoli di esperienza hanno fatto degi italiani un popolo di gente in grado di tirare fuori il meglio dal peggio, virtù dalle necessità.
Ed questo che auguro a questo paese per il nuovo anno, ritrovare la capacità e l'ingegno antico di tirare fuori il meglio dal peggio, di ritrovare le soluzioni migliori e "italicamente" creative per sbarazzarci degli oppressori al collagene e fare di questo paese una nazione con un futuro meraviglioso.
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15 giugno 2010
Chiesa Nucleare
Da qualche giorno una notizia curiosa circola in rete su un'opuscolo che la chiesa cattolica ha prodotto col fine di fare proselitismo pro-nucleare.
Le ipotesi sono molte, qualcuno dice che ci sia di mezzo l'ingente sponsorizzazione dell'enel o un'agenzia di comunicazione particolarmente legata sia alla chiesa che all'azienda che si occupa di rilanciare il nucleare in Italia. Provo a buttare nel mucchio delle ipotesi, quella secondo la quale, la produzione di questo opuscolo è la restituzione di un favore. La chiesa con l'opuscolo "Energia per il futuro" mandato a tutti i sudditi - fedeli agrigentini fa una vera e propria apologia dell'atomo, ovviamente non menzionando la pericolosità delle scorie e dimenticando i problemi tipici e mai risolti sulla sicurezza del nucleare. Un tipo di propaganda molto simile e allineata a quella governativa odierna, che si può gustare sui media filo-berlusconiani e daccordo con la lobby del nucleare. Qual'è stata la merce di scambio lo si può intuire dagli affari d'oro che la chiesa sta facendo col governo italiano negli ultimi trent'anni.
Salendo su questo carrozzone nucleare la chiesa dimostra di aver perso definitivamente la bussola, di aver dimenticato l'unica luce che avrebbe duvuto illumirare il cammino del clero.
Tanto per ricordare ciò che è scritto sulla Bibbia (Mt 6-19,24):
Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulatevi invece tesori nel cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove ladri non scassinano e non rubano. Perché là dov'è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore.
La lucerna del corpo è l'occhio; se dunque il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella luce; ma se il tuo occhio è malato, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!
Nessuno può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro, o preferirà l'uno e disprezzerà l'altro: non potete servire a Dio e a mammona.
La lucerna del corpo è l'occhio; se dunque il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella luce; ma se il tuo occhio è malato, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!
Nessuno può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro, o preferirà l'uno e disprezzerà l'altro: non potete servire a Dio e a mammona.
12 maggio 2010
Il metodo dell'informazione pro-nucleare
Da quando l'autarca italiano lo ha annunciato è stato tutto un lavorio di redattori e carta frusciante. "Convincerò gli italiani che il nulceare è sicuro con le tv."
A sentire l'eminente Ernesto Testa, fondatore di Legambiente, poi convertitosi al nuclearismo più lobbistico che c'è, si intuisce qualcosa su questi metodi di convincimento. Andiamo bene...
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